🔴 Milan, conti migliori e squadra più fragile: la lezione finanziaria dell’era RedBird

Quando vendere bene non significa necessariamente creare valore

🔴 Da milanista, dopo una stagione così deludente, la prima reazione sarebbe quella di fermarsi alla rabbia.

Ma da consulente finanziario ho provato a fare qualcosa di diverso: guardare i numeri, le scelte di allocazione del capitale e i bias decisionali che possono aver condizionato l’era RedBird.

Nel calcio moderno si parla sempre più spesso di sostenibilità economica, ricavi, plusvalenze, ammortamenti, costo del personale e vincoli UEFA. Ed è giusto che sia così.

Una società sportiva non può vivere fuori dalla realtà economica. Un club che spende senza controllo, accumula debiti e non genera ricavi adeguati prima o poi paga il conto.

🟡 Ma osservando il Milan degli ultimi anni nasce una domanda più sottile:

una società può migliorare i propri conti e, allo stesso tempo, indebolire il proprio capitale sportivo?

Il Milan dell’era RedBird non è una società finanziariamente disastrata. Al contrario, i numeri ufficiali raccontano un club economicamente più sano rispetto al passato: il valore della produzione è cresciuto, il risultato netto è tornato positivo e il patrimonio netto si è rafforzato.

RedBird ha completato l’acquisizione del Milan il 31 agosto 2022, in un’operazione comunicata dal club per un valore di 1,2 miliardi di euro.

🔵 Il punto, quindi, non è dire che il Milan sia stato gestito male dal punto di vista contabile.

Il punto è un altro:

il miglioramento del bilancio si è davvero tradotto in una crescita stabile della squadra?


📌 La tesi in breve

🟢 Il Milan di RedBird ha migliorato i conti, ma sembra aver pagato un prezzo in termini di continuità tecnica.

Vendere bene Tonali o Reijnders può essere corretto dal punto di vista economico, ma se ogni plusvalenza indebolisce leadership, identità e stabilità della squadra, il rischio è trasformare il club in una piattaforma di valorizzazione di asset più che in un progetto sportivo coerente.

In finanza succede qualcosa di simile: un investitore può fare tante operazioni apparentemente intelligenti, ma se ruota continuamente il portafoglio senza una strategia chiara rischia di indebolire il patrimonio invece di rafforzarlo.

E questo vale ancora di più quando il patrimonio è importante: più cresce il capitale da gestire, più diventa decisiva la qualità della strategia, non la somma di singole operazioni apparentemente brillanti.


🧾 Il Milan nei numeri: società più sana

🔵 Per leggere correttamente l’era RedBird bisogna partire dal 2021/22, l’anno dello Scudetto e ultimo grande esercizio prima del cambio di proprietà.

Il 2022/23 è il primo bilancio dell’era RedBird, ma resta una stagione ibrida dal punto di vista sportivo, perché la struttura Maldini-Massara era ancora operativa.

Il vero spartiacque gestionale arriva nel giugno 2023, con l’uscita di Paolo Maldini. Il comunicato ufficiale del Milan indica che Maldini ha concluso il proprio ruolo con effetto dal 5 giugno 2023 e che le sue responsabilità quotidiane sarebbero state assunte da un gruppo di lavoro integrato con l’allenatore e riportante all’amministratore delegato.

📊 Tabella 1 – Bilanci Milan: prima e durante l’era RedBird

Valori arrotondati in milioni di euro.

EsercizioFase gestionaleValore della produzioneRisultato netto consolidatoProventi gestione calciatoriPlusvalenze calciatoriCosto del personaleAmmortamenti e svalutazioni
2021/22Elliott / Scudetto297,6-66,510,55,6170,376,4
2022/23RedBird, continuità Maldini-Massara404,5+6,16,60,3174,071,3
2023/24RedBird post-Maldini456,9+4,152,544,9188,593,7
2024/25RedBird consolidata494,5+3,083,255,9188,7120,0

Fonte: elaborazione su dati dei bilanci e delle relazioni ufficiali AC Milan 2021/22, 2022/23, 2023/24 e 2024/25, disponibili nella sezione “Financial Statements and Reports” / “Informazioni finanziarie” del sito ufficiale del club.

🟢 La fotografia contabile è chiara.

Il valore della produzione passa da 297,6 milioni nel 2021/22 a 494,5 milioni nel 2024/25. Il risultato netto passa da una perdita di 66,5 milioni a tre esercizi consecutivi in utile. Dal punto di vista finanziario, quindi, il Milan appare molto più ordinato rispetto al passato.

🟡 Ma sotto questa superficie positiva emergono due elementi da osservare con attenzione: aumentano gli ammortamenti e cresce il peso delle plusvalenze.

Gli ammortamenti e le svalutazioni passano da 71,3 milioni nel 2022/23 a 120,0 milioni nel 2024/25. Le plusvalenze diventano particolarmente rilevanti nel 2023/24 e nel 2024/25.

Questo non è automaticamente negativo. Le plusvalenze fanno parte della gestione ordinaria di un club moderno.

Ma quando diventano centrali, bisogna chiedersi se il club stia costruendo valore tecnico stabile o se stia semplicemente ruotando asset.


Il capitale che non si vede a bilancio

🔴 Nel calcio il bilancio non misura tutto.

Una squadra non è solo un insieme di cartellini iscritti tra le immobilizzazioni immateriali. È anche gerarchia, memoria tattica, leadership, fiducia, automatismi, credibilità dirigenziale e senso di appartenenza.

In finanza aziendale potremmo chiamarlo capitale intangibile.

Il problema è che il capitale intangibile si vede poco nei prospetti contabili, ma quando viene perso può costare moltissimo.

🟢 L’uscita di Maldini e Massara, la cessione di Tonali, la forte rotazione della rosa e la sensazione di un progetto tecnico meno leggibile portano a una domanda centrale:

il Milan ha creato valore sportivo o ha semplicemente ruotato asset?


👤 Il caso Maldini: overconfidence manageriale?

🔵 L’uscita di Paolo Maldini non è stata soltanto l’uscita di una bandiera.

È stata la rottura con una figura tecnica forte, riconosciuta, identitaria, che aveva contribuito alla ricostruzione sportiva del club.

Maldini e Massara hanno commesso errori, certamente. Nessuna gestione è perfetta.

Ma avevano riportato il Milan in Champions, costruito un nucleo competitivo e vinto uno Scudetto.

🟡 Rompere quella continuità proprio dopo uno Scudetto e una semifinale di Champions può essere letto come un caso di overconfidence manageriale: la convinzione che il modello, i dati e l’organizzazione possano sostituire senza troppi costi il capitale umano che aveva contribuito a generare quei risultati.

Nel mondo aziendale succede spesso.

Un’organizzazione ottiene buoni risultati, poi si convince che il successo dipenda più dal sistema che dalle persone chiave. A quel punto sostituisce competenze, relazioni e leadership con processi, comitati e strutture più impersonali.

A volte funziona.

Ma a volte si scopre troppo tardi che quelle persone erano parte integrante del vantaggio competitivo.


💰 Vendere bene non significa sempre creare valore

🟢 La cessione di Sandro Tonali è un esempio perfetto.

Dal punto di vista economico, è stata una grande operazione: il Milan realizza una plusvalenza importante, rafforza i conti e finanzia un mercato ampio.

Ma dal punto di vista sportivo la domanda è diversa:

quanto costa perdere un centrocampista giovane, italiano, titolare, già integrato, con leadership e identità milanista?

🔴 La stessa riflessione vale per Reijnders.

Anche in quel caso, l’operazione può essere stata finanziariamente eccellente: acquisto relativamente contenuto, crescita del valore, rivendita con plusvalenza.

Ma se ogni giocatore che funziona diventa rapidamente un asset da monetizzare, il rischio è che la squadra non abbia mai il tempo di consolidarsi.

In finanza lo vediamo spesso: un investitore può fare molte operazioni singolarmente intelligenti, ma se ruota continuamente il portafoglio rischia di perdere coerenza strategica.

Vendere bene non equivale sempre a costruire patrimonio.


📊 La soglia psicologica: il Milan spende, ma raramente concentra il capitale

🔵 Uno degli aspetti più interessanti dell’era RedBird è che il Milan non ha smesso di spendere.

Il problema non è l’assenza di spesa, ma la qualità dell’allocazione del capitale.

Guardando alle operazioni più rilevanti, sembra emergere una soglia psicologica: il Milan tende a non superare, o a superare solo marginalmente, l’area dei 35-40 milioni di euro per singolo calciatore.

Non possiamo dimostrare che esista una regola interna formale. Però il comportamento osservabile sembra coerente con questa logica.

📊 Tabella 2 – Alcuni acquisti rilevanti dell’era RedBird

Valori di mercato stimati da fonti giornalistiche/di mercato, non dati ufficiali di bilancio.

GiocatoreStagioneFormulaCifra stimataLettura
Christopher Nkunku2025/26Titolo definitivo dal Chelseacirca 42 mln complessivi secondo media britanniciInvestimento importante, ma ancora vicino alla soglia alta del modello
Ardon Jashari2025/26Titolo definitivo dal Club Bruggecirca 34 mln + 3 mln bonusAltro investimento vicino al limite alto
Santiago Gimenez2024/25Titolo definitivo dal Feyenoordcirca 32 mlnCentrattacco, ma non investimento da 50 mln
Samuel Chukwueze2023/24Titolo definitivo dal Villarrealcirca 20 mln + 8 mln bonusOperazione medio-alta
Youssouf Fofana2024/25Titolo definitivo dal Monacocirca 25 mln bonus inclusiProfilo utile, costo controllato

Fonte: elaborazione su comunicati ufficiali AC Milan per le formule dei trasferimenti e su Reuters/fonti di mercato per le cifre stimate. Per Nkunku, Reuters riporta una cifra di circa 42 milioni secondo media britannici; per Jashari, Reuters riporta circa 34 milioni più 3 milioni di bonus; per Gimenez, Reuters riporta circa 32 milioni; per Chukwueze, Reuters riporta circa 20 milioni più 8 milioni di bonus secondo media italiani; per Fofana, Reuters riporta circa 25 milioni bonus inclusi. Le cifre dei singoli trasferimenti non sono dati contabili ufficiali del club, ma stime giornalistiche o di database di mercato.

🟡 Il caso Nkunku è interessante perché dimostra che il Milan è disposto a spendere.

Ma dimostra anche che il club tende a muoversi entro una fascia precisa, evitando il grande investimento singolo da 50-60 milioni su un giocatore.

Il punto non è dire che bisogna sempre comprare giocatori da 60 o 70 milioni.

Il punto è un altro:

se il problema tecnico richiede un profilo specifico, la soglia psicologica di prezzo non dovrebbe diventare più importante della funzione sportiva da coprire.


🎯 Højlund-Nkunku: non quanto spendi, ma dove spendi

🟢 Naturalmente queste valutazioni sono fatte a posteriori e nessuna operazione di mercato offre garanzie.

Il punto non è giudicare il singolo nome con il senno di poi, ma osservare la logica di allocazione del capitale.

Il Napoli ha preso Rasmus Højlund dal Manchester United in prestito con obbligo condizionato di riscatto. Secondo Reuters, l’obbligo di acquisto è stimato in 44 milioni di euro ed è legato alla qualificazione del Napoli alla Champions League.

Il Milan, invece, ha investito su Nkunku, giocatore di grande talento ma più ibrido: seconda punta, trequartista, attaccante mobile. Non necessariamente il centravanti puro che mancava.

📊 Tabella 3 – Højlund vs Nkunku: due allocazioni di capitale diverse

GiocatoreClubFormulaImpegno stimatoFunzione tecnica
Rasmus HøjlundNapoliPrestito con obbligo condizionatoobbligo stimato a circa 44 mln in caso di qualificazione ChampionsNumero 9 giovane, ruolo specifico
Christopher NkunkuMilanAcquisto definitivocirca 42 mln complessivi secondo media britanniciAttaccante ibrido, talento offensivo ma meno centravanti puro

Fonte: elaborazione su comunicati ufficiali dei club e fonti di mercato. Per Højlund, Reuters riporta un prestito al Napoli con obbligo condizionato di acquisto da 44 milioni di euro in caso di qualificazione Champions. Per Nkunku, AC Milan comunica l’acquisto a titolo definitivo dal Chelsea, mentre Reuters riporta una cifra stimata intorno a 42 milioni di euro secondo media britannici.

🔵 Questa tabella racconta bene il problema.

Il Milan non ha speso poco. Ha speso molto. Ma forse non ha allocato il capitale nel punto più critico della rosa.

In finanza questo errore è comune: non conta solo quanto capitale investi, ma se lo investi nello strumento giusto rispetto all’obiettivo.

Una squadra può comprare buoni giocatori e continuare ad avere un problema strutturale se non risolve il ruolo decisivo.


🧩 Gennaio e il costo opportunità: Füllkrug contro Malen

🔴 Il mercato di gennaio offre un altro esempio interessante.

Il Milan aveva un problema evidente con il centravanti. La scelta è stata Niclas Füllkrug, arrivato dal West Ham in prestito con opzione di acquisto, come comunicato ufficialmente dal Milan.

Una soluzione prudente, esperta, a basso impatto immediato.

🟡 La Roma, che aveva a sua volta bisogno di maggiore peso offensivo, ha preso Donyell Malen dall’Aston Villa in prestito con opzione di acquisto. Reuters riporta che, secondo Sky Italia, l’operazione prevedeva un prestito oneroso e un’opzione destinata a diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni.

📊 Tabella 4 – Gennaio: due risposte allo stesso problema

ClubProblemaSoluzione sceltaFormulaLettura
MilanMancanza di gol dal centravantiNiclas FüllkrugPrestito con opzioneSoluzione prudente, ma poco risolutiva
RomaMancanza di peso offensivoDonyell MalenPrestito con opzione, potenzialmente obbligo a condizioniOperazione più impegnativa, ma mirata al problema

Fonte: elaborazione su comunicati ufficiali AC Milan, West Ham United e AS Roma, più Reuters per la struttura economica stimata dell’operazione Malen. AC Milan e West Ham hanno comunicato l’arrivo di Füllkrug al Milan in prestito con opzione di acquisto; AS Roma ha comunicato l’arrivo di Malen in prestito con opzione di acquisto; Reuters riporta che l’opzione di Malen poteva diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni.

🟢 Questo passaggio sposta il ragionamento dalla semplice prudenza finanziaria al concetto di costo opportunità.

La Roma ha accettato una formula potenzialmente più impegnativa, ma più coerente con il problema tecnico da risolvere.

Il Milan, invece, ha cercato di limitare il rischio finanziario dell’operazione. Scelta comprensibile, ma che apre una riflessione:

il vero rischio era anche non risolvere il problema e perdere l’obiettivo sportivo.

In finanza funziona allo stesso modo.

Non comprare una copertura perché “costa troppo” può sembrare prudente, finché non arriva l’evento che quella copertura doveva proteggere.


🧠 I bias decisionali dell’era RedBird

🔵 Il caso Milan è interessante perché contiene diversi bias tipici anche del mondo finanziario.

🔴 1. Effetto ancoraggio

Dopo lo Scudetto 2021/22, il Milan potrebbe essersi ancorato a un’idea pericolosa:

possiamo vincere anche spendendo meno degli altri.

In parte era vero.

Quel Milan vinse grazie a idee, compattezza, crescita dei giovani, lavoro tecnico e forte identità.

Ma un successo passato non sempre è replicabile nello stesso modo. In finanza, l’ancoraggio porta gli investitori a fissarsi su un’esperienza passata, dimenticando che il contesto cambia.

Nel calcio succede lo stesso: lo Scudetto può diventare non solo un successo, ma anche una trappola mentale.

🟡 2. Overconfidence manageriale

Una volta migliorati i conti, può nascere la convinzione che il modello sia più importante delle persone.

Il Milan post-Maldini sembra aver scommesso molto su una struttura più orizzontale, più manageriale, più analitica.

La sensazione è che, nel farlo, abbia sottovalutato il valore della continuità sportiva.

🟢 3. Avversione alla perdita

Il Milan sembra spesso più attento a evitare l’errore economico che a cogliere l’opportunità sportiva.

Si teme di perdere soldi su un singolo investimento, ma si sottovaluta il costo di non fare l’investimento giusto.

A gennaio, per esempio, un rinforzo più costoso ma più adatto avrebbe potuto ridurre il rischio di perdere l’obiettivo Champions.

La prudenza, quando porta a mancare un obiettivo da decine di milioni, può diventare un costo nascosto.

🔵 4. Errore di misurazione

Una plusvalenza è facile da misurare.

Una leadership persa no.

Un cartellino venduto genera un numero. Un equilibrio di spogliatoio rotto, un’identità indebolita o una continuità tecnica persa non entrano subito in una tabella Excel.

Il rischio è misurare solo ciò che si vede e sottovalutare ciò che conta.


🏛️ Inter e Atalanta: il fondo non è il problema, la governance sì

🟢 Per evitare un equivoco, bisogna dirlo chiaramente: il problema non è avere una proprietà straniera o finanziaria.

Inter e Atalanta dimostrano che un fondo o un investitore finanziario possono convivere con il successo sportivo, se rispettano e valorizzano le competenze già presenti.

Oaktree ha assunto il controllo dell’Inter nel maggio 2024. Marotta ha poi richiamato pubblicamente la continuità del management garantita dalla nuova proprietà.

🔵 L’Atalanta è un altro caso interessante.

Nel 2022 il gruppo di investitori guidato da Stephen Pagliuca è entrato nel club, ma il comunicato ufficiale ha presentato l’operazione come una partnership con la famiglia Percassi: Antonio Percassi è rimasto presidente, Luca Percassi amministratore delegato e Pagliuca co-chairman.

📊 Tabella 5 – Fondi e continuità: Milan, Inter, Atalanta

ClubProprietà finanziaria/americanaScelta gestionaleLettura
MilanRedBirdRottura con Maldini-Massara dopo Scudetto e semifinale ChampionsDiscontinuità tecnica
InterOaktreeContinuità con Marotta e management esistenteValorizzazione competenze interne
AtalantaInvestitori guidati da PagliucaPartnership con PercassiCapitale nuovo, cultura sportiva preservata

Fonte: elaborazione su comunicati ufficiali AC Milan, Inter e Atalanta. RedBird ha completato l’acquisizione del Milan il 31 agosto 2022; Inter ha comunicato la proposta di nomina di Giuseppe Marotta a presidente dopo il cambio di proprietà e Marotta ha poi richiamato la continuità manageriale garantita da Oaktree; Atalanta ha comunicato l’ingresso del gruppo guidato da Stephen Pagliuca in partnership con la famiglia Percassi, mantenendo Antonio e Luca Percassi nei rispettivi ruoli di presidente e amministratore delegato.

🔴 Questo confronto è importante.

Non dobbiamo cadere nella semplificazione secondo cui “i fondi sono il male”.

Il punto è più raffinato:

il capitale finanziario può essere prezioso se si mette al servizio della competenza sportiva. Diventa pericoloso quando pensa di poterla sostituire.


📈 Il Milan come portafoglio: troppa rotazione, poca coerenza

🟡 Il Milan di RedBird sembra aver interpretato la rosa come un portafoglio di asset da comprare, valorizzare e, se conveniente, rivendere.

È una logica comprensibile.

Nel calcio moderno, il player trading è una componente importante della sostenibilità economica.

Ma c’è una differenza tra usare il mercato per rafforzare una squadra e costruire una squadra per alimentare il mercato.

Nel primo caso, il mercato serve il progetto tecnico.

Nel secondo, il progetto tecnico si adatta continuamente al mercato.

🔴 In finanza, un portafoglio troppo movimentato può sembrare attivo e intelligente, ma spesso diventa fragile.

Ogni vendita modifica l’equilibrio.

Ogni sostituzione richiede tempo.

Nel calcio è uguale: ogni cessione importante crea una nuova fase di adattamento.

La squadra perde automatismi, leadership e continuità.


📊 Calcio e finanza: gli stessi errori in due mondi diversi

🟢 Il caso Milan è utile perché permette di tradurre alcuni errori sportivi in errori finanziari molto comuni.

📊 Tabella 6 – Errore calcistico ed errore finanziario

Errore nel calcioErrore simile negli investimenti
Vendere un giocatore forte solo perché genera plusvalenzaVendere un asset di qualità solo perché è salito
Comprare tanti buoni giocatori senza risolvere il problema principaleDiversificare male, comprando tanti strumenti senza una strategia
Non spendere sul ruolo critico per paura di sbagliareEvitare un investimento necessario per avversione alla perdita
Cambiare continuamente progetto tecnicoRibilanciare troppo spesso il portafoglio
Sottovalutare leadership, identità e continuitàGuardare solo rendimento e costi, ignorando coerenza e comportamento

Fonte: elaborazione a cura di Francesco Ceriani a fini divulgativi, sulla base del confronto tra dinamiche sportive, finanza comportamentale e costruzione di portafoglio.

🔵 Molti investitori commettono errori simili.

Vendono uno strumento appena ha guadagnato.

Comprano quello che sembra più promettente.

Cambiano continuamente strategia.

Pensano di essere efficienti, ma spesso stanno solo aumentando la rotazione del portafoglio e riducendo la coerenza complessiva.

Ed è qui che il calcio diventa uno specchio perfetto degli investimenti: spesso non si perde perché si fanno singole scelte sbagliate, ma perché manca una strategia coerente che tenga insieme tutte le scelte.

Nel calcio come negli investimenti, non basta fare singole buone operazioni.

Serve una strategia riconoscibile.


🎯 Conclusione: vendere bene non basta

🔴 Il Milan ha migliorato i conti.

Questo va riconosciuto.

Ma una società di calcio non vince solo con un conto economico ordinato.

Vince quando riesce a trasformare le risorse economiche in capitale tecnico stabile: giocatori funzionali, dirigenti competenti, allenatori coerenti, leadership, identità, continuità.

Il rischio dell’era RedBird è stato forse quello di confondere l’efficienza finanziaria con la costruzione sportiva.

🟡 Tonali venduto bene.

Reijnders valorizzato bene.

Nkunku acquistato con un investimento importante.

Füllkrug preso con una formula prudente.

I numeri possono avere una loro logica.

Ma il calcio, come la finanza, non premia sempre la singola operazione intelligente.

Premia la coerenza del sistema.

E oggi il dubbio sul Milan è proprio questo:

ha costruito un sistema o ha semplicemente gestito una sequenza di operazioni?

Perché nel calcio, come negli investimenti, il valore vero non nasce dal fare tante mosse.

Nasce dal fare quelle giuste, nel momento giusto, dentro una strategia coerente.

Per chi gestisce un patrimonio importante, questa è forse la lezione più utile: non basta ottimizzare singoli prodotti, inseguire l’ultima opportunità o vendere ciò che ha guadagnato. Serve una visione complessiva, capace di tenere insieme obiettivi, rischio, fiscalità, liquidità, orizzonte temporale e comportamento nei momenti difficili.


📚 Nota metodologica

I dati di bilancio riportati nell’articolo sono tratti dai bilanci e dalle relazioni ufficiali AC Milan disponibili nella sezione “Informazioni finanziarie” del club.

I valori sono arrotondati in milioni di euro.

I dati relativi alle singole operazioni di mercato, quando non presenti nei comunicati ufficiali dei club, sono da considerarsi stime giornalistiche o ricostruzioni di mercato e non dati contabili ufficiali.

Per questo motivo, nell’analisi è importante distinguere sempre tra:

  • valori di bilancio;
  • plusvalenze contabili;
  • formule contrattuali ufficiali;
  • stime di mercato riportate dalla stampa specializzata.

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💼 Articolo a cura di Francesco Ceriani, Consulente Finanziario Indipendente con studio a Rovello Porro ( area Saronno) attivo tra Como, Varese, Milano e Monza Brianza. Aiuto le persone a far crescere i loro risparmi senza sprechi e senza conflitti di interesse.


Avvertenze

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative ed educative e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata. Per maggiori informazioni consulta il Disclaimer completo ↗️.

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