🔶 Il costo nascosto dei certificati: stesso prodotto, stesso rischio… ma tutto dipende da quando lo compri

🔶Il costo nascosto dei certificati: stesso prodotto, stesso rischio… ma tutto dipende da quando lo compri

Ci sono errori che un investitore riconosce subito: scegliere strumenti troppo rischiosi, non diversificare, seguire le emozioni.
E poi ci sono gli errori più insidiosi, quelli che non sembrano errori.

🔍 L’errore di cui parliamo oggi ha una caratteristica precisa:
non dipende dal mercato, né dal payoff del certificato, né dal tuo profilo di rischio.

Dipende solo da quando il certificato viene acquistato.

E il caso reale che analizziamo lo dimostra in modo inequivocabile.


🟦 In base a quando acquisti ottieni due diversi rendimenti.

Il mercato è lo stesso: a cambiare sono i costi nascosti.

Parliamo di un gruppo di certificati con:

  • stessa struttura
  • stessi sottostanti
  • stesso rischio complessivo
  • stessa durata

L’unica differenza?

👉 I primi certificati sono stati  acquistati in emissione (collocamento).
👉 Gli stessi certificati sono acquistati sul mercato secondario, qualche mese dopo.

Il risultato finale è sorprendente:

📉 Certificati acquistati in emissione

Rendimento annuo: +3,36%

📈 Certificati acquistati sul mercato secondario

Rendimento annuo: +11,39%

Differenza totale:

+8% annuo in più, a parità di rischio e di struttura.

Non è abilità, non è fortuna.
È semplicemente l’effetto dei costi di collocamento incorporati nel prezzo iniziale.


📊 L’ analisi del caso reale

Analisi a cura di Francesco Ceriani tramite la piattaforma Exact di Analysis

Il grafico parla da solo: due rendimenti totalmente diversi… senza che il mercato abbia fatto nulla di diverso.


🟨 Perché succede?

1️ I costi impliciti del collocamento sono già “dentro” il prezzo iniziale

Quando la banca colloca un certificato a 100 sembra tutto semplice e trasparente.
In realtà, in quel prezzo si trovano:

  • costi di strutturazione
  • margini interni dell’emittente
  • costi di distribuzione
  • spread incorporati

Non li vedi… ma li paghi.
E il rendimento parte già in salita, come se si partisse una gara da qualche metro indietro.

Quando invece il certificato arriva sul mercato secondario, questi costi si “riassorbono” e il prezzo inizia a riflettere il valore reale della struttura.

E infatti, sul secondario:

  • può quotare 98…
  • 97…
  • 95…

Riducendo il prezzo di acquisto e aumentando automaticamente il rendimento.


🟩 Cosa dice il KID?

Ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato ai costi composti: anche pochi punti percentuali annui possono dimezzare il capitale nel lungo termine.

Il KID (Key Information Document) dei certificati è uno degli strumenti più importanti per individuare questi costi.

Non è un documento burocratico.
È un documento che anticipa il risultato finale del tuo investimento.


🟦 I “Final Terms”: la carta d’identità tecnica del certificato

Oltre al KID esiste anche un documento più tecnico, spesso ignorato dai risparmiatori:

📄 Final Terms

Qui trovi:

  • payoff preciso
  • strike iniziali
  • date rilevanti
  • meccanismo di rimborso
  • valore iniziale del certificato
  • eventuali costi di strutturazione incorporati

È nei Final Terms che spesso si vede quanto margine trattiene l’emittente in emissione.

E capire questo documento fa la differenza tra acquistare un prodotto “a prezzo pieno”… o un prodotto “a prezzo giusto”.


🟪 Una similitudine semplice: le obbligazioni bancarie

Lo stesso meccanismo avviene con molte obbligazioni bancarie collocate dalle reti allo sportello.

Il cliente compra a 100.
Niente costi visibili.
Cedola discreta.

Poi la stessa obbligazione, due mesi dopo, sul mercato secondario… quota 98 o 99.

Cosa è cambiato?

✔ niente per il mercato
✔ molto per il prezzo
✔ tutto per il rendimento effettivo

Il sovrapprezzo di collocamento si è semplicemente riassorbito.

Proprio come nei certificati.


🔶 La conclusione

Il punto non è evitare i certificati.
Il punto non è cambiare strategia.
Il punto non è il mercato.

Il punto è non pagare costi che non si vedono ma che pesano.

Comprare certificati in collocamento significa:

  • partire con un costo implicito già a carico
  • ottenere rendimenti più bassi a parità di rischio
  • penalizzare il portafoglio nel lungo periodo

Comprare invece sul mercato secondario significa:

  • evitare i costi di collocamento
  • ottenere prezzi più efficienti
  • aumentare il rendimento potenziale
  • mantenere la stessa identica esposizione ai mercati

Esattamente come abbiamo visto nei nostri articoli dedicati a:

🔗 I costi composti: il nemico invisibile che può dimezzare il capitale
🔗 ETF vs fondi: come gli strumenti cambiano il rendimento a parità di strategia

Questo caso sui certificati completa il quadro:
non conta solo cosa compri. Conta anche come e quando lo compri.

Se vuoi capire se hai certificati acquistati “a prezzo pieno” o se puoi migliorare il rendimento potenziale del tuo portafoglio senza aumentare il rischio, contattami e posso effettuare per te un’analisi indipendente basata sui tuoi dati attuali.


💼 Articolo a cura di Francesco Ceriani, Consulente Finanziario Indipendente – Aiuto le persone a far crescere i loro risparmi senza sprechi e senza conflitti di interesse.

Prendere Appuntamento

Appuntamento