
Ci sono differenze che un investitore vede subito: chi emette il titolo, il tasso di interesse, la scadenza.
E poi ci sono differenze invisibili, che cambiano completamente il rendimento finale… anche se a prima vista sembrano due strumenti simili.
Quella che vediamo oggi è una delle più sottovalutate:
👉 l’impatto dei costi di emissione
👉 lo spread di credito
👉 la tassazione
E il caso reale dell’obbligazione IT0005678443 di Mediobanca lo dimostra in modo chiarissimo.
🟦 1. I costi nascosti: 1,91% che non vedi… ma che paghi
Nel documento ufficiale dell’emissione (Final Terms) trovi già tutto nero su bianco:
- Commissioni di Collocamento: 1,50%
- Commissioni di Strutturazione: 0,41%
Totale: 1,91% di costi impliciti.

Questi costi sono già inclusi nel prezzo di emissione.
Significa che se compri l’obbligazione allo sportello a 100, in realtà stai pagando un prodotto che “vale” circa 98,09.
E infatti lo stesso documento precisa che:
“Se i Titoli vengono venduti sul mercato secondario, i costi di collocamento non vengono più considerati nel prezzo.”
Final Terms, Termini e Condizioni dell’Offerta
IT0005678443_Serie14_Bond_Float…
Tradotto:
✔ Se compri in collocamento paghi i costi
✔ Se compri sul secondario NON li paghi
Esattamente come spiegato nell’ articolo dedicato ai certificati.
Stesso prodotto. Stesso rischio.
Due rendimenti completamente diversi in base a quando lo acquisti.
🟨 2. Il rendimento reale dell’obbligazione: facciamo i conti
L’obbligazione IT0005678443 paga:
- Per i primi 3 anni: Euribor 3 mesi + 0,30%
- Negli ultimi 2 anni: tasso fisso 3,50%
Prendiamo il valore del 3M Euribor dell’8 dicembre:
👉 2,069%
Quindi:
- Primi 3 anni: 2,069% + 0,30% = 2,369%
- Ultimi 2 anni: 3,50%
📌 Rendimento medio annuo stimato: ≈ 2,82%
Niente di straordinario.
🟩 3. Corporate vs Stato: lo spread di credito fa la differenza
Le obbligazioni bancarie non sono titoli di Stato:
devono offrire uno spread di credito per compensare il rischio maggiore dell’emittente.
In questo momento gli spread bancari sono bassi, quindi anche i rendimenti delle obbligazioni corporate sono bassi.
E il risultato è paradossale:
👉 un’obbligazione bancaria con più rischio offre un rendimento simile (o inferiore) a un BTP di pari durata.
🟦 4. Il confronto con i BTP: i numeri parlano da soli
Osservando la curva dei BTP aggiornata al 10 Dicembre, il rendimento del BTP a 5 anni è:
📈 2,964% lordo

Immagine presa da Investing
Quindi:
- Obbligazione bancaria IT0005678443: ~2,82%
- BTP 5 anni: ~2,96%
E non è solo questione di rendimento.
🟪 5. A parità di rendimento… i BTP vincono sempre
Ecco perché:
🔸 1. Minor rischio
Un BTP è garantito dallo Stato italiano.
Un’obbligazione bancaria NO (ha rischio di default dell’emittente e rischio bail-in).
🔸 2. Tassazione più bassa
- BTP: 12,5%
- Corporate bancarie: 26%
Questo cambia radicalmente il rendimento netto:
- BTP 2,96% lordo → 2,59% netto
- Obbligazione bancaria 2,82% lordo → 2,09% netto
📉 Differenza: −0,50% netto all’anno
📉 E + rischio a carico dell’investitore
Non è difficile capire quale strumento sia più efficiente.
🟧 6. La conclusione
Il problema non è l’obbligazione bancaria in sé.
Il problema è dove e come la compri.
Comprare in collocamento significa:
- pagare costi impliciti del 1,91%
- partire con rendimento reale più basso
- assumere un rischio maggiore rispetto ai titoli di Stato
- essere tassati al 26%
Comprare invece sul secondario:
- elimina i costi impliciti
- rende il prezzo più efficiente
- può migliorare il rendimento
- ti permette di confrontare in modo trasparente con i BTP
E quando fai questo confronto…
il risultato è spesso sorprendente:
👉 a parità di rendimento è quasi sempre più efficiente — e più sicuro — il titolo di Stato.
Se hai in portafoglio obbligazioni bancarie acquistate in collocamento e vuoi capire se hai pagato costi nascosti o se puoi migliorare il rendimento mantenendo lo stesso rischio, contattami e posso analizzarle per te con un report indipendente basato sui tuoi dati reali.
💼 Articolo a cura di Francesco Ceriani, Consulente Finanziario Indipendente – Aiuto le persone a far crescere i loro risparmi senza sprechi e senza conflitti di interesse.